CONSIGLIO COMUNALE DEL 11/5/2015

matador

E’ stato un Consiglio Comunale insolito per affluenza di pubblico quello che si è svolto Lunedì 11 Maggio. C’erano 20 persone circa. Di solito ce ne sono 4 (senza circa questa volta).  E questo va attribuito ad alcune questioni e comportamenti che investono l’intera scala gerarchica dello Stato rappresentato per una parte dalla politica (ovviamente senza fare tutto un calderone e con i dovuti distinguo) che rendono il cittadino respingente verso la partecipazione alla cosa pubblica . Più il comune cittadino è distante e più si allarga la maglia del “settaccio degli interessi”che la politica è chiamata ad amministrare, facendo rimanere alla fine piccoli gruppi di lobby interessati alla questione pubblica solo per incrementare il proprio capitale.

In questo quadro globale di disastroso distacco tra cittadino e politica il Comune di Capena, dopo aver ritirato un ordinanza che vietava l’accesso ai consiglieri agli uffici comunali nei giorni di martedi e giovedi, di dubbia legittimità, pensa bene di tirare fuori dal cilindro una modifica al regolamento dell’accesso agli atti che da al sindaco il potere di emanare direttive per regolarizzare l’accesso da parte dei consiglieri e in cui sono già esclusi di partenza gli orari di accesso per il pubblico.  Riteniamo questo un atto scellerato dal punto di vista politico che inasprisce il confronto ed alimenta i conflitti, in poche parole tutto quello che non serviva a Capena. La politica deve essere capace di costruire ponti tra istanze diverse che interessano un territorio, dovrebbe includere invece che escludere ma da noi viene concessa per regolamento la possibilità di escludere perfino i consiglieri comunali in determinati giorni, per questo ho deciso di lasciare l’aula consigliare nel momento della discussione del punto all’ordine del giorno insieme con le altre opposizioni. In tutta questa storia c’è tutto tranne che il buon senso dell’uso della missione pubblica che siamo stati chiamati a ricoprire ormai da un anno. Questo era il finale del Consiglio comunale.

Il Consiglio inizia con le Comunicazioni del Sindaco in cui si denuncia l’elevato tasso di evasione fiscale rispetto ai tributi dovuti al Comune. Per esempio si è recuperato solo il 60% dei tributi  legati all’ IMU. Il Sindaco ha tutti gli strumenti per intervenire su questa situazione, che si passi dal dire all’agire perché senza azione non esiste fatto e non vorrei che analizzando i dati ci sia accorga che questo 60% sia composto per la maggior parte solo da soldi provenienti da piccoli contribuenti e che si verifichi invece una situazione contraria rispetto al 40% mancante. L’altra comunicazione riguarda una lettera della Prefettura di Roma in cui invita “i comuni ad individuare idonee soluzioni alloggiative, nonché di selezionare soggetti in grado di gestire, anche in forma associata, l’accoglienza di un numero di ospiti (rifugiati politici provenienti dai paesi Africani, ndr.)  pari allo  0,15% della popolazione anagrafica” . Quindi Capena 10.318 ab dovrà ospitare 15 rifugiati politici, no 1500 ma 15. Conclude il suo intervento sventolando una lettera del consiglio dei giovani, affermando che il Consiglio dei Giovani esprime la loro contrarietà rispetto all’accoglienza. I “giovani” pero smentiscono la loro contrarietà. Ritengo comunque la lettera frettolosa.

L’altro punto all’ordine del giorno è la questione del lago puzzo. Questo punto potremmo chiamarlo “Arrampicata a corpo libero” si è detto di tutto e di più addirittura il presidente del consiglio arriva a dire che le ruspe hanno pulito solamente il sedime della strada di accesso al lago, questa è stata la più grande.

Sul Lago, credo che la nostra posizione come gruppo è ormai chiara: sono auspicabili gli interventi dei privati che mirino ad una riqualificazione e valorizzazione ambientale del lago ma non possiamo accettare recinzioni e chiusure che significherebbero di fatto “regalare” un bene comune a dei privati. Sulla questione ci dovrebbe essere stato oggi un incontro ed un sopralluogo congiunto con il comune di Fiano Romano. Rimane però un fatto: un assessore per nessun motivo può firmare permessi o altro tipo di documentazioni che esulino dal proprio mandato squisitamente politico, i tecnici dipendenti del comune sono i soli deputati a firmare questo e altro tipo di autorizzazioni.

Pacchetto composto da 4 punti quello che riguarda la questione calcio. La tematica della Polisportiva è di un complicato imbarazzante rispetto alla apparente semplicità del tema. Pensando a quello che era ed ha rappresentato la Polisportiva Comunale Capena per moltissimi capenati, l’amaro in bocca per la sua distruzione è molto forte. L’esempio che mi viene in mente è la corrida, nella corrida il toro viene sfiancato nel tempo dai cavalieri prima, poi dai picadores e da tre toreri e da ultimo viene inferto un colpo di grazia preciso e letale dal matador. Questo è quello che è successo alla POLISPORTIVA COMUNALE CAPENA. Nel tempo è stata trasformata da pubblica a privata ma non totalmente privata non si riusciva a capire chiaramente il tipo di forma giuridica, privata con una piccola rappresentanza comunale che aveva in pratica nessuna funzione: il marasma. Contraddittoria la questione dei bilanci. Per questo ho votato a favore della fuoriuscita dei consiglieri comunali dal consiglio direttivo. Per il resto la politica ha fallito, si è costruito da tempo un conflitto tra gruppi di persone che ha portato alla morte di uno dei marchi più riconosciuti dalla comunità che era quello della POLISPORTIVA COMUNALE CAPENA (senza onlus). Nasce da questa amministrazione  la Capena Calcio Onlus che vedrà l’assessore allo sport come presidente e 4 consiglieri due di opposizione e due di maggioranza nel consiglio direttivo e con una convenzione di un anno per la gestione dell’impianto. Su tutta questa storia non mi è piaciuto la modalità con la quale è stata “battezzata”  la nuova associazione ritengo che sia stato poco corretto chiedere dei soldi per l’affitto dell’impianto alla ormai vecchia polisportiva comunale capena onlus (che è diversa da quella che citavo prima, è il passaggio intermedio) mentre all’altra neonata nulla. Comunque facciamo i nostri complimenti al settore tecnico della vecchia Onlus che nonostante tutto ha ottenuto ottimi risultati a tutti i livelli dai bambini alla promozione e nonostante tutte le chiacchiere e le etichette che tentano e tenteranno di attaccarmi non mi approccerò mai a questa nuova Onlus con fare distruttivo ma come sempre con lealtà.

Il punto sulla monetizzazione degli standard verrà affrontato nel prossimo consiglio.

Giando.

Posted on maggio 15, 2015 in Sostiene Giando

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